Fondato sull'inganno

L’8×1000 è bocciato anche dalla Corte dei Conti:

“l’ammontare è distribuito ripartendo anche le quote di chi non si è espresso”

“manca trasparenza nell’erogazione dei fondi”

“non ci sono verifiche sull’utilizzo dei fondi erogati”

Come funziona

L’otto per mille è il meccanismo adottato dallo Stato italiano per il finanziamento delle confessioni religiose. Probabilmente pensi che, quando fai la scelta per l’otto per mille, l’otto per mille delle tue tasse vada a chi decidi tu… Sbagliato! Lo Stato ogni anno raccoglie l’IRPEF e ne mette l’8‰ in un calderone. Sembra una quota piccola, ma in realtà sono molti soldi: circa un miliardo di euro. Questi soldi vengono poi ripartiti a seconda delle scelte che sono state espresse: insomma la tua firma conta come un voto e ha lo stesso valore di quella dei più ricchi d’Italia.

Possono accedere all’otto per mille solo le confessioni che hanno stipulato un’intesa con lo Stato e che abbiano avanzato apposita richiesta, approvata dal Parlamento. Al 2014 i destinatari sono: Chiesa cattolica, Chiesa valdese, Unione delle Chiese metodiste e valdesi, Unione delle chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia (Pentecostali), Unione delle comunità ebraiche italiane, Chiesa evangelica luterana in Italia, Unione cristiana evangelica battista d’Italia, Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed esarcato per l’Europa meridionale, Chiesa apostolica in Italia (pentecostali), Unione buddhista italiana, Unione induista italiana.

Dai Patti lateranensi fino al 1984 la Chiesa Cattolica riceveva dallo Stato la cosiddetta “congrua”, a risarcimento dei beni confiscati alla Chiesa e per il mantenimento dei preti. Nel 1984, con la revisione del Concordato firmata da Craxi, è stata eliminata la congrua ed introdotto l’otto per mille, che è poi stato concesso anche ad altre confessioni religiose. Da allora l’aumento delle tasse e del reddito degli italiani ha fatto salire vertiginosamente le cifre in gioco, passando dai 398 milioni di euro del 1990 ai 1.067 del 2010 (per la sola Chiesa Cattolica).

In teoria ogni tre anni una commissione potrebbe modificare la percentuale (da otto per mille a sei per mille, ad esempio), ma in realtà questo non è mai stato fatto. Nel 2014 anche la Corte dei Conti ha rilevato che i fondi destinati alle religioni sono “gli unici che, nell’attuale contingenza di fortissima riduzione della spesa pubblica in ogni campo, si sono notevolmente e costantemente incrementati”. “Nel corso del tempo, il flusso di denaro di è rivelato così consistente da garantire l’utilizzo di ingenti somme per finalità diverse”, dando così vita “a un rafforzamento economico senza precedenti della Chiesa italiana”.

Cosa accade in pratica


Queste sono state le scelte nella dichiarazione dei redditi del 2011 (ultimi dati pubblicati dal Ministero). Che fine fanno i soldi di chi non firma per nessuno?

  • Nessuna scelta 54.1
  • Chiesa cattolica 36.8
  • Stato 7.0
  • Valdesi 1.5
  • Ebrei 0.2
  • Luterani 0.2
  • Assemblee di Dio 0.1
  • Avventisti 0.1

Anche quelli finiscono nel calderone e vengono ripartiti a seconda dei voti di chi ha espresso la scelta. Nel 2015 il gettito è stato ripartito così:

  • Nessuna scelta 0.0
  • Chiesa cattolica 79.9
  • Stato 15.7
  • Valdesi 3.2
  • Ebrei 0.5
  • Luterani 0.3
  • Assemblee di Dio 0.1
  • Avventisti 0.2

Una minoranza determinante

Negli ultimi anni circa quattro contribuenti su dieci hanno firmato esplicitamente per l’otto per mille. Visto che la maggior parte di chi firma (circa il 70% di loro) sceglie la Chiesa Cattolica, questa riceve ogni anno l’80% della torta, cioè più di un miliardo di euro. Invece quasi sei persone su dieci non scelgono niente, e la loro quota viene gestita dagli altri!

Perché lo contestiamo

Quasi nessuno sa come funziona e i mezzi di informazione si guardano bene dal dirlo. Lo Stato non si fa nessuna pubblicità e tra le confessioni religiose solo la Chiesa Cattolica può permettersi grandi campagne. Chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi (alcuni lavoratori dipendenti o i pensionati) spesso non sa come scegliere a chi destinare l’otto per mille.

Scegli con attenzione

Le gerarchie ecclesiastiche hanno lanciato campagne pressanti anche dirette a commercialisti e dei responsabili dei Caaf. Molte persone segnalano che le scelte su otto e cinque per mille cambiano misteriosamente al momento della trasmissione dei dati all’agenzia delle entrate. Consigliamo di controllare sempre sulla copia che resta al contribuente!
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Maggiori informazioni

Occhiopermille è una campagna dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Per un maggiore approfondimento puoi consultare la scheda informativa sull’8×1000 sul sito Uaar.