Stato
Lo Stato dovrebbe destinare il suo otto per mille a interventi per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali.
In pratica, dal 2004 una buona fetta viene rigirata al bilancio generale e anche prima finiva spesso alle iniziative più disparate, come la controversa missione arcobaleno
del governo D'Alema.
Buona parte dell'otto per mille dello Stato finisce poi alla Chiesa: dai restauri di chiese e conventi all'associazionismo cattolico.
Chiesa Cattolica
La Chiesa Cattolica punta molto, nella sua campagna pubblicitaria, sull'aiuto ai poveri e al terzo mondo.
In realtà riceve la fetta più grossa dell'otto per mille (991 milioni di euro nel 2007, dati CEI) ma ne spende solo il 12,1% per beneficenza in Italia e l'8,6% all'estero. Una buona parte (il 35,7%) va agli stipendi dei preti, e una analoga (il 43,7%) alle "esigenze di culto" (restauri e nuove chiese, catechesi, tribunali ecclesiastici...).
Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi
Destinano l'otto per mille interamente a progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Il 30% inoltre è riservato ai Paesi in via di sviluppo. Non ricevono le quote delle firme non espresse.
Unione Comunità Ebraiche Italiane
Utilizzano i fondi per formazione culturale ebraica, tutela delle minoranze e attività sociali, conservazione dei beni artistici ebraici.
Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno
La somma ricevuta dall'Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno deve essere impiegata per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero.
Chiesa Evangelica Luterana in Italia
Destinano l'otto per mille ad evangelizzazione, stipendi dei ministri di culto, opere sociali, missioni, iniziative culturali e spese di amministrazione.
Assemblee di Dio in Italia
Utilizzano l'otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidarietà, in Italia e all'estero. Non accettano le quote delle firme non espresse. Non pubblicano un rendiconto dettagliato.




